LAVOROVIGO




Rassegna Stampa

Il Gazzettino di Rovigo - Giovedì, 11 Dicembre 2003

PROVINCIA 
Via libera al Piano d'azione per l'occupazione locale
Un piano per l'occupazione . È stato siglato ieri mattina, a Palazzo Celio, il Piano di azione locale per l'occupazione , un accordo fra Provincia di Rovigo, università di Ferrara e organizzazioni sindacali e di categoria del Polesine.«È un accordo che dà attuazione al piano - ha precisato Federico Saccardin, presidente della Provincia - e si sostanzia su tre strumenti che affrontano il rapporto fra lavoratori e ricerca di lavoro».
Gli obiettivi del progetto sono, come recita il testo dell'accordo: "Attivare, nel quadro del Piano provinciale per il lavoro, un secondo progetto strategico per lo sviluppo formativo, professionale e occupazionale, mirato a migliorare l'occupabilità dei giovani usciti dalla scuola, dei laureandi e delle donne in cerca di seconda, od ulteriore occupazione e promuovere l'adattabilità degli stessi e delle imprese".E ancora: "Effettuare anche attraverso l'Osservatorio provinciale del lavoro nel territorio locale con riferimento ai versanti della domanda e dell'offerta, delle tipologie di mercato, della scolarità".

In pratica i firmatari dell'accordo concordano sulla necessità di agevolare per i giovani il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro mediante iniziative di incontro anticipato tra studenti delle scuole superiori e laureandi e le aziende, attraverso esperienze di stage. Si incoraggiano, inoltre, oltre agli stage nuove modalità di inserimento tramite Cpe (contratti di prima esperienza lavorativa), Pil (per corsi di inserimento lavorativo) e Cse (contratti di seconda esperienza).

I tre strumenti individuati sono: contratti di prima esperienza, che permettono ai giovani diplomati e laureati di seguire un corso teorico-pratico di 500 ore, cui segue un periodo lavorativo in un'azienda di 9-12 mesi, in modo, così, da maturare esperienze professionali. Il secondo strumento è un piano di insediamento professionale studiato con l'università di Ferrara. Si tratta dell'interruzione, per un periodo, del percorso universitario per partecipare alle 500 ore di corso, per riprendere poi gli studi con alle spalle un'esperienza lavorativa capace di far maturare dei crediti per quel che riguarda gli esami e per permettere, poi, al laureato di immettersi nel mondo del lavoro con una esperienza professionale.

Il terzo strumento riguarda coloro che sono stati espulsi dal mondo di lavoro. Anche in questo caso il corso di 500 ore ha lo scopo di far acquisire ai lavoratori, soprattutto donne over 45 anni, delle nuove professionalità e competenze.Tutte le associazioni di categoria partecipano al Piano con un contributo. «La Provincia - ha ripreso Saccardin - metterà le risorse per le borse di studio, un contributo alle imprese, in tutto un impegno finanziario di 70mila euro, fra i quali 1.000 euro ad azienda per ogni singolo inserimento».

«Si tratta di un buon investimento - ha aggiunto Lucio Poma, docente di economia all'università di Ferrara - il nostro ateneo ne ha subito colto le potenzialità». L'accordo ha validità per tutto il 2004.

Alberto Garbellini
 
 



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