| Il Gazzettino di Rovigo - Sabato 28 Febbraio 2004 |
Collocamento addio, arriva il Cpi Inaugurato il centro per l’impiego in palazzo Piana di Badia già attivo dal 21 novembre Badia Polesine Con l'apertura dei "Centri per l'impiego" sparisce il vecchio Ufficio per il Collocamento e arriva un nuovo tipo di servizio per mettere in contatto la domanda con l'offerta di lavoro. È questo in sintesi il messaggio che ieri mattina a Badia Polesine è uscito dai relatori che hanno presentato alla Vangadizza il locale Cpi che era stato inaugurato poco prima che il breve convegno iniziasse alla presenza di addetti ai lavori ma soprattutto di molti diplomandi delle scuole superiori badiesi (nella foto). Il Cpi è già operante dal 21 novembre negli uffici che erano dell'Inps in palazzo Piana. Al saluto del sindaco Boldrin, che ha parlato di grossa opportunità per tutto il comprensorio altopolesano, ha fatto seguito l'intervento del presidente della Provincia Federico Saccardin secondo il quale i Cpi «debbono essere utilizzati dagli studenti, dai datori di lavoro, dalla scuola con grande disponibilità». Saccardin ha concluso dicendo che «occorre innovare il sistema produttivo polesano per poter accogliere le qualificate e alte professionalità che escono dalle scuole del Polesine». È toccato a Tania Gardenghi, coordinatrice dei tre Cpi provinciali, tracciare "una mappa per orientarsi nei servizi" forniti da queste nuove strutture che dovranno essere "vissute e metabolizzate" per poter entrare a pieno titolo nel mondo di chi cerca e offre lavoro. La mappa si articola in tre momenti: nei Cpi è possibile scegliere un percorso di formazione supportato da un consulente che è in grado di consigliare l'interessato a capire qual è la strada migliore da intraprendere; nei Cpi è possibile costruire un progetto professionale in grado di stimolare gli interessi e i valori professionali di chi cerca lavoro che in questo modo vede rafforzate le proprie capacità di scelta; il Cpi è il luogo dove si cerca lavoro, dove si trovano dei servizi gratuiti che permettono la promozione dell'incontro fra domanda e offerta. Secondo Tania Gardenghi la legge Biagi che «non è ancora ben delineata, contiene un'idea ingenua perchè prevede che basti il contatto on line (informatico) per far incontrare la domanda e l'offerta di lavoro. Quel che occorre sapere è che la risorsa decisiva è quella umana e nei Cpi la si può trovare». Molto dettagliato anche l'intervento di Sergio Rosato, direttore dell'Ente Veneto Lavoro, che ha tracciato il percorso normativo, dalle decisioni dell'Unione europea, alle leggi nazionali, a quelle regionali, al ruolo delle Province nella creazione del nuovo collocamento contenuto nel Masterplan regionale. Proprio il Masterplan prevede le aree funzionali dei Servizi per l'impiego (Spi) che possono essere così riassunte: accoglienza, accompagnamento al lavoro, mediazione fra domanda e offerta, orientamento, informazione mirata per le imprese, gestione del sistema informativo del lavoro, analisi e programmazione.
Secondo Sergio Rosato vanno sfatati tre stereotipi: «Non rientra nella missione dei Spi incidere sull'entità della disoccupazione; non è possibile intermediare tutte le domande e le offerte di lavoro presenti nel territorio regionale; gli adempimenti dei Spi non sono un peso residuo, bensì una risorsa per il nuovo ruolo degli stessi Spi». Paolo Aguzzoni |