| Il Gazzettino di Rovigo - Venerdì 22 Ottobre 2004 |
ECONOMIA E LAVORO Un boom di assunzioni E di licenziamenti
Indagine della provincia su 142 aziende palesane. Aumentano i contratti di stage e il part time, “bocciate” le scuole superiori
Un boom di assunzioni. Ma anche un boom di licenziamenti. I numeri, del resto, non la sciano spazio ad interpretazioni: nell'ultimo anno le 142 aziende polesane che hanno partecipato all'indagine commissionata dalla Provincia hanno assunto 852 persone, contro le 1.308 registrate nei tre anni precedenti, e le stesse imprese hanno totalizzato 638 licenziamenti in un solo anno, contro i 759 del triennio 2000-2003. Un saldo positivo di 214 unità al quale, però, fa da contraltare l'aumento degli impieghi parttime che, ormai, coinvolgono il 50 per cento delle imprese della provincia, contro il 37 per cento del 2003. Si chiama "Indagine sui bisogni formativi e professionali delle aziende polesane" ed è una ricerca avviata da tre anni in tutta la provincia,<<Dati che ci servono per definire le tendenze in atto e programmare la formazione, consegnando così alle imprese le professionalità richieste dal mercato del lavoro - spiega Guglielmo Brusco, assessore provinciale al Lavoro. Già questo aspetto riguardante le assunzioni e i licenziamenti fa riflettere, perché è evidente che si tratta di sostituzioni di dipendenti e non della creazione di nuovi posti di lavoro. E poi c'è la bocciatura delle scuole superiori da parte delle imprese>> Calma, un passo alla volta perché, intanto, c'è da ricorda re che si tratta di un campione di 142 aziende polesane con una media di 24 addetti ciascuna (quindi ben al di sopra alla media reale attestata attorno ai 10 dipendenti). Dall’indagine risulta che la segnalazione di conoscenti rappresenta ancora uno dei canali privilegiati di ricerca del personale (per ben il 62 per cento), seguita al secondo posto dall’invio dei curriculum dei singoli aspiranti (48 per cento)e, con il 23 per cento, dai centri per l’impiego palesano, a fronte di una media nazionale e veneta oscillante fra il 10 e il 12 per cento. <<E’ un buon risultato – commenta l’assessore Brusco – in quanto premia quanto fatto dia chi mai ha preceduto e dagli uffici, confermando come sia necessario che il servizio pubblico resti al centro del mercato del lavoro>>. Dall’indagine realizzata da Raffaella Massaro, consulente della Provincia,risulta poi che l’eventuale esperienza dei candidati è stata presa in considerazione dal 41 per cento delle aziende, mentre il 18 per cento ha assunto personale al primo impiego. Quanto a particolari forme contrattuali utilizzate continua ad essere molto diffuso l’apprendistato (43,2 per cento), mentre si confermano in esaurimento i contratti di formazione e lavoro ( 10,4 per cento). In aumento poi i contratti di stage (uno su cinque) e stabile all’8,8 per cento l’utilizzo di personale interinale. Resta pesante il bisogno di formazione richiesto dalle aziende. Il 64,7 per cento delle imprese intervistate ritiene che i lavoratori assunti in primo impiego non possiedano un’adeguata preparazione. L’università è considerata la migliore agenzia formativa, seguita dalla formazione professionale e,in fine, dalla scuola superiore. Per tutti e tre i livelli le carenze maggiori sono riscontrate nel collegamento con le imprese e nella tempestività nel cogliere le esigenze del mercato, carenze particolarmente significative nel giudizio sulla scuola superiore. <<I corsi di formazione professionale sono ovviamente più flessibili rispetto alle esigenze del mercato del lavoro – commenta Laura Fogagnolo dell’assessorato al Lavoro – e la scuola superiore deve pensare soprattutto alla formazione culturale dei ragazzi>>.<<La situazione è comunque preoccupante – aggiunge Brusco - .Bisogna fare in modo di rafforzare il collegamento tra scuola e mondo del lavoro>>.
LE RICHIESTE DELLE IMPRESE
"Serve maggiore formazione su produzione e marketing" Produzione e marketing sono le prime esigenze formative espresse dalle imprese polesane, seguite da quelle riguardanti la gestione dei sistemi informatici, la gestione dei magazzini, la progettazione e la manutenzione degli impianti. Il 58 per cento delle aziende chiede investimenti su questi settori. Esperti di quaIità e magazzinieri le professionalità più richieste Esperti di qualità e magazzinieri: sembrano professionalità agli antipodi eppure sono quelle più richieste dalle aziende polesane che hanno partecipato all'indagine della Provincia. Altre figure professionali di cui si sente la mancanza sono quelle degli operai qualificati e i cosiddetti "web master", gli esperti di Internet. |