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La Voce di Rovigo 22.10.04
.: Data Pubblicazione 25-Ott-2004 :: Letture:: 3779 :: Recensione :: Stampa solo questa pagina :: Stampa pagina con tutte le sottopagine:.
La Voce di Rovigo - Venerdì 22 Ottobre 2004


Il posto di lavoro? Meglio agli amici
La segnalazione dei conoscenti è ancora il canale privilegiato in Polesine  
L’annuale ricerca della Provincia nel privato. Cresce però il ricorso ai Centri per l’impiego e preoccupano i licenziamenti

Curriculum? Canali
professionali? Ancora poco di tutto questo nella ricerca di personale da parte delle aziende private polesane. Che per la maggior parte privilegiano soprattutto le segnalazioni di conoscenti. E quanto emerge dall' indagine effettuata dalla Pro- vincia sui bisogni formativi e .profesisonali del mondo imprenditoriale locale.
Una fotografia delle aziende polesane: con i propri punti di forza e di debolezza. Palazzo
Celio, per il terzo anno nel ruolo di Osservatorio del Mercato del Lavoro locale, ha presentato ieri mattina alla stampa i risultati dell 'indagine compiuta nell' ambito del progetto Focus sul mercato del lavoro provinciale -Fondo Sociale europeo 2001/2003 - ob.3.
La ricerca è stata condotta durante lo scorso luglio su un campione di aziende rappre- sentative di tutti settori dell'attività economica. "Lo scopo era quello di definire le tendenze in atto rispetto ai fabbisogni formativi ed occupazionali delle imprese" , commenta l'assessore Guglielmo Brusco, affiancato dalle consulenti provinciali Raffaella Massaro e Laura Fogagnolo che si sono occupate dell'analisi dei dati.
Il quadro che ne risulta è abbastanza interessante e aiuta a comprendere le dinamiche del mercato del lavoro in Polesine. Su un campione di 200 aziende, cui è stato somministrato un questionario, solo 142 l'hanno restituito compilato. "Un dato che fa riflettere.
rileva la dottoressa Massaro - e che sottolinea un momento congiunturale non facile. E' ovvio che in momenti economico-finanziari critici come questo; un'azienda trovi difficile fare previsioni sul proprio futuro,"
Ma ecco lo spaccato: per la maggior parte si tratta di aziende di piccole dimensioni,confrontato con i 638 licenziamenti sempre nel medesimo spazio
temporale.
“Si tratta più che altro di sostituzioni”, spiega Massaro,confermando come il dato dimostri un alto turn over occupazionale e celi la mancanza di una reale creazione di nuovi posti di lavoro.


Dal punto di vista contrattualistico è sempre più in diminuzione il contratto di formazione lavoro, aumenta invece, con un leggero ma significativo 19%, rispetto al 15% del 2003, lo stage come momento di primo inserimento aziendale. La maggior parte dei contratti stipulati con i dipendenti resta comunque a part time. La percentuale è del 50 % (era solo del 30 % nel 2003) contro il 27,5 % di contratti a progetto e l’ 11,3 % di occasionali. Nelle assunzioni l’eventuale esperienza dei candidati è stata presa in considerazione dal 41 % delle aziende, mentre solo il 18 % ha assunto personale al primo impiego.
Un dato merità però particolare attenzione: ben l’ 88,4 % delle aziende si rivolge, nella ricerca, alla manodopera locale.
Un elemento che dimostra un forte radicamento con il territorio ma va a sottolineare una realtà più preoccupante. Si tratta appunto delle modalità ricerca del personale. Ben il 62,2 % delle aziende ha risposto che il canale privilegiato per la ricerca resta la segnalazione di conoscenti. Solo al 48 % tramite curriculum inviato e 17 % per stage aziendale. Molto bassa la percentuale, che sottolinea il ruolo non ancora attivo delle agenzie di lavoro interinale: il 10,4 % contro il 23 % dei Centri per l’impiego (ex uffici di collocamento).
“Un buon risultato, questo 23 % “, commentano tuttavia i consulenti e ammoniscono: “Non è un dato che va preso in senso assoluto ma confrontato con le medie nazionali e degli altri centri  per l’impiego in Veneto” che, a loro dire, sono molto più bassi.


Ancora poca formazione, scuola e aziende “non si parlano”

Rovigo – Dal giudizio degli imprenditori rilevato nell’indagine 2004 della Provincia di Rovigo arriva un monito importante: c’è bisogno che il sistema formativo locale colga le reali esigenze del mercato e arrivi con tempestività a soddisfarle.
Sono i dati a segnalarlo: Per il 64,7 % delle aziende intervistate, i lavoratori assunti in primo impiego non possiedono, infatti, un’adeguata preparazione. Sono 70,6 % le aziende che si trovano a dover impegnare risorse proprie per affiancare i neo assunti;il 21 % poi ne completa la formazione anche con attività teoriche.
Sommando le due percentuali emerge come la quasi totalità del campione di aziende stia investendo nella formazione dei propri neo assunti senza esperienza. E così, la vera necessità, palesemente conclamata è la formazione.
I giudizi espressi sul sistema formativo locale non sono entusiasmanti: seppur siano discretamente sopra la media i giudizi relativi ai contenuti e alla qualità dell’offerta formativa, di contro è bassissima la percentuale che riguarda la tempestività nel cogliere le esigenze del mercato. Soprattutto per le scuole medie superiori: un 33,7 % contro il 59 % dei centri di formazione professionale.
“Scuola e lavoro sembrano scollegate – commenta la consulente Raffaella Massaro – la richiesta e il bisogno dell’azienda non trovano risposta nel mondo della scuola e credo per un discorso di velocità diverse.”
La scuola dunque sembra adeguarsi sempre in ritardo. E così il mercato aziendale cerca figure professionali oggi non presenti nel mercato rodigino. Al primo posto l’esperto di qualità, ma non mancano web master, i magazzinieri e gli operai qualificati.

 



 


 
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