Il Gazzettino - sabato 28 ottobre 2006
Lavoro i giovani chiedono sicurezze
Riello: «La scuola non è mediocre, meriti da premiare»
Un Polesine rurale e povero di possibilità lavorative prefigura la possibilità per un giovane di eventuali spostamenti. La percezione del futuro per i 1300 giovani che hanno risposto al questionario della Provincia su scuola e lavoro (ma non solo) non è incoraggiante. Tutte le scelte dei ragazzi sono condizionate dal problema della sicurezza economica. In questo contesto, la preparazione scolastica collegata alle opzioni lavorative e al proseguimento degli studi è risultata, nell'idea dei giovani maturandi, come scarsamente determinante sul loro futuro. Se n'è parlato nella tavola rotonda all'auditorium dello Scientifico Paleocapa, coordinato dal giornalista Maurizio Romanato e al quale hanno partecipato Emanuela Todero, Alessandro Riello, Tiziana Vir-gili, Franco Lorenzon, Stefano De Stefani e Martina de Rossi.
Gran parte dei giovani sognano il posto di lavoro fisso e un'adeguata retribuzione economica, anche se si rendono conto di dovere fare i conti con la realtà di precariato nella migliore delle ipotesi. «I ragazzi hanno comunque i piedi per terra - spiega Stefano de Stefani, della Cooperativa sociale "Raggio Verde", autore.. della ricerca ; circa i due terzi dei ragazzi intervistati individua comunque nella collaborazione tra scuola e mondo del lavoro la strategia per entrare nel mercato lavorativo». Significato di stage e prospettive dopo i tirocini sono stati illustrati da Emanuela Todero: «Quelli che si trovano a fare stage nelle aziende, o tirocini molto spesso vengono presi dalle stesse ditte nelle quali hanno fatto i sei mesi di alternanza lavorativa. Quindi è un'ottima iniziativa della scuola italiana». I ragazzi di Alberghiero, Ipsia Castelmassa, Itc De Amicis e Marco Polo, presenti alla tavola rotonda hanno invitato i relatori a parlare delle loro esperienze per-sonali, per illustrare la loro entrata nel mondo del lavoro. «Ho sempre lavorato, anche quando studiavo all'Università - ha raccontato l'assessore provinciale alla politiche giovanili Tiziana Virgili - e mi sono adattata sempre. Vorrei però darvi un suggerimento: cercate di ampliare il vostro bagaglio culturale, per non farvi mai trovare impreparati dalle varie richieste del mondo del lavoro che cambia». Ha portato poi la sua esperienza Alessandro Riello, industriale, presidente del Rpm Group: «II nocciolo della questione sta in due parole: flessibilità e precarietà. È indubbio infatti che il mondo, del lavoro di oggi sia molto diverso da quello del Dopoguerra, da quello che può essere stato dai vostri genitori. Ora deve essere chiaro che dobbiamo privilegiare i meriti lavorativi che si acquisiscono durante la vita -lavorativa, piuttosto che il famoso "posto fisso". E si deve anche smettere di dire che la scuola italiana sia mediocre. La preparazione di voi ragazzi che uscite dalle scuole è buona e le competenze insegnate sono mirate alla conoscenza della domanda futura del mercato lavorativo».
Il sindacalista Franco Lorenzon (Cisl) ha infine puntato sulle ragioni di indifferenza, desiderio e preoccupazione, e sulla necessità di coordinare le varie esperienze formative.
Maria Benedetta Errigo