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La Voce - venerdì 24 novembre2006
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L'86,4% delle aziende polesane assume
ROVIGO - Nel 2006 il 77,8% delle aziende pole-sane ha espresso bisogni formativi e il 47,2% ha indicato figure necessarie ma non presenti. E ancora nell'ultimo anno l'86,4% delle aziende intervistate ha effettuato assunzioni, il 71,2% ha invece ridotto l'organico.
Sono solo alcuni dei risultati ottenuti dall'indagine svolta dalla Provincia di Rovigo - settore mercato del lavoro che da cinque anni produce una serie di analisi relative al mercato professionale provinciale. "Quest'anno però i risultati sono perfettamente confrontabili con quelli del 2005 e oltre a fornire una fotografia del settore permettono un'adeguata programmazione" dice Guglielmo Brusco, assessore provinciale al lavoro.
Il campione di riferimento è stato un gruppo variegato di aziende, 125 in tutto, molte delle quali sono presenti sul mercato internazionale. Tra queste il 42,2 % ha medie dimensioni al di sopra dei quindici dipendenti.
Al loro interno il 71,80% del personale è composto da operai mentre dirigenti e quadri rappresentano soltanto il 3,70%. E i contratti a progetto sono in aumento passando dal 13,70% del 2005 al 34,70% del 2006.
In questo contesto aziendale dunque aumentano le assunzioni anche se il 66% delle imprese giudica inadeguata la preparazione dei lavoratori al primo impiego. Lo scarso collegamento fra scuola e mondo del lavoro è considerato la causa principale dell'inadeguatezza riscontrata che ingenera fabbisogni. Tra questi; volendo fare una graduatoria per macro aree funzionali, al primo posto ci sono bisogni formativi legati all'organizzazione, poi alla produzione e agli acquisti e vendite. Bisogni che determinano conse-guentemente la richiesta professionale: il 17,5% riguarda tecnici di conduzione di cantiere e il 15,8% tecnici commerciali, marketing e organizzazione delle vendite ma anche tecnici manutentori di impianti.
Le figure ricercate confermano le carenze nelle aree della produzione e manutenzione, nell'area di marketing e commercializzazione ed una specifica mancanza di figure qualificate nel settore edile. Un disallineamento, tra domanda e offerta di lavoro che esige l'efficienza dei diversi. canali di reclutamento. Tra le forme più utilizzate al primo posto si trova l'invio autonomo dei curricula all'azienda. Seguono al secondo posto le segnalazioni di conoscenti, amici e parenti e successivamente i centri per l'impiego con un 36,8%. Un dato quest'ultimo in crescita rispetto allo scorso anno.
Il 70% della domanda che si rivolge ai centri per l'impiego sono donne o giovani, circa il 35%, al di sotto dei 29 anni. Basti solo pensare che secondo l'Istat il tasso di disoccupazione maschile riferito al 2005 nella sola provincia rodigina è del 2,8% a fronte di una media regionale del 2,9%. Mentre il tasso di disoccupazione femminile della provincia di- Rovigo, sempre nello scorso anno, è il più alto del Veneto la cui media si ferma al 6,2% raggiungendo quota 11,3%.
"Un dato preoccupante per la provincia che si somma alla carenza di mano-dopera specializzata in grado, di soddisfare le richieste espresse dal sistema produttivo. Fattori che devono tornare centrali nella programmazione politica" sottolinea Brusco che ricorda l'importanza degli stage nella formazione professionale soprattutto per i più giovani. E proprio ' i ragazzi, oltre 200, lunedì mattina saranno i protagonisti a palazzo Celio dove gli sarà consegnato l'assegno per il lavoro svolto durante lo stage estivo.